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Sezione tecnica - SALDATURA
MATERIALE PLASTICO |
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| Saldatura materiale
plastico |
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PREFAZIONE
Con il termine SALDATURA, nei materiali termoplastici,
intendiamo una cementazione indissolubile ottenuta
tramite temperature e pressioni specifiche, con o senza
l'impiego di materiali di riporto.
Questo termine non riguarda i procedimenti ambiguamente
definiti come saldature a freddo (o per soluzione) in
quanto, in quei casi, la superficie viene parzialmente
disciolta ed incollata.
Tutti i sistemi di saldatura avvengono quando il
materiale, nella fessura o sulla superficie, è portato
alla temperatura di fusione.
Le filiformi molecole che costituiscono le due parti
pressate si congiungono e si intrecciano tra loro
producendo un'unione omogenea.
Questa operazione prende anche il nome di POLIFUSIONE.
Soltanto le materie plastiche di uguale sostanza possono
essere saldate tra loro (ad esempio PVDF con PVDF, PP
con PP) e, di conseguenza, solo quelle di uguale o
simile peso molecolare e densità.
Per questo motivo il polietilene rigido non si salda con
quello morbido, mentre la differenza di colore non
pregiudica la consistenza della saldatura.
Fanno eccezione a queste condizioni il PVC e l'acrilico
che possono invece essere saldati tra loro con risultati
soddisfacenti.
Di seguito riportiamo le metodologie di saldatura
principalmente utilizzate nel campo dei materiali
termoplastici e principalmente:
1 – saldatura con cannello ad aria calda
2 – con macchina per saldatura “nel bicchiere”
3 – con macchina per saldatura “testa/testa”
4 – con macchina per saldatura a raggi infrarossi |
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1. SALDATURA
CON CANNELLO AD ARIA CALDA
1.1 ATTREZZATURA
L'attrezzatura necessaria comprende, oltre al cannello e
la serie di ugelli (del diametro 3, 4 e 5 mm., ugelli
con porta filo, ugelli a beccuccio tondo, puntatore,
ugello sagomato per filo a sezione triangolare), un
pirometro, un flussimetro, un filtro per acqua ed olio
e, possibilmente, un trasformatore.
Pirometri con sonda ad ago in grado di penetrare
nell'orifizio dell'ugello sono particolarmente
raccomandabili poiché sono in grado di misurare, con
maggior precisione, la temperatura.
L'utilizzo di una corretta temperatura é condizione
essenziale per ottenere una giuntura con elevato
coefficiente di saldatura. |
1.2 PREPARATIVI PER LA GIUNTURA
Le lastre devono essere perfettamente allineate
e bisellate a 30° utilizzando una fresatrice portatile,
raschietto oppure un utensile da taglio.
I tipi di giuntura più importanti sono quelli a doppia V
(X) e quelli a V singola, nonché quelli angolari per
lastre posizionate ad angolo retto.
La giuntura più comune è quella a doppia V, che viene
saldata operando alternativamente su entrambe le
superfici per evitarne la distorsione.
Per le lastre di basso spessore, o per quei casi in cui
si può effettuare la saldatura da una sola parte, si
raccomanda la giuntura a V singola.
Le superfici combacianti ed il filo da saldare devono
essere entrambi puliti con un raschietto: sporcizia,
unto, trasudazioni e patine ossidate devono essere
asportati se si vuole ottenere un buon coefficiente di
saldatura.
La pulizia con solventi non è da ritenersi sufficiente a
tal fine. |
1.3 METODI
Il massimo livello dei risultati si ottiene quando sia
il materiale di base (lastre) sia il filo di saldatura
sono entrambi fusi nello stesso modo.
La temperatura e la quantità d'aria vanno controllate
periodicamente e regolate se è il caso.
Prima di iniziare la saldatura, sistemare il filo in
posizione e date tempo all'aria di provocare il
rammollimento della superficie.
Prima di ripetere la seconda passata è necessario
raschiare con un apposito attrezzo la patina di
ossidazione che in genere si forma sopra la saldatura
(questo accade particolarmente quando la temperatura di
fusione é elevata).
Per ridurre la distorsione è consigliabile far
raffreddare il cordolo della saldatura prima di muovere
la lastra. |
Quando si
saldano lastre di alto spessore con il procedimento a
doppia V (X), la lastra deve essere voltata ad ogni
passaggio di saldatura in modo che il cordolo venga
eseguito in sequenza, ossia una volta da una parte e una
volta dall'altra.
Durante la saldatura mantenere una zona riscaldata di
uguale ampiezza (5 - 8 mm.) sia su di un lato che
sull'altro. L'ottenimento di una doppia bava su entrambi
i lati del cordolo sul quale si raggiunge
contemporaneamente il giusto grado di fusione è un
fattore importantissimo per una buona saldatura delle
lastre. Le catene molecolari si diramano e si
intrecciano l'una all'altra ottenendo un doppio
legamento. |
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Tabella 1 – Esempi di esecuzione di un cordolo
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Spessore materiale
(mm)
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Filo di saldatura
Quantità per diametro
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Cavità a “V”
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2
|
1 x 4
|
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3
|
3 x 3
|
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4
|
1 x 3 + 2 x 4
|
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5
|
6 x 3
|
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Cavità a “X”
(Doppia “V”)
|
4
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2 (1 x 4)
|
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5
|
2 (3 x 3)
|
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6
|
2 (3 x 3)
|
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8
|
2 (1 x 3 + 2 x 4)
|
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10
|
2 (6 x 3)
|
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1.3.1 UTILIZZO DELL’UGELLO A BECCUCCIO TONDO
Questo metodo di saldatura richiede una manovalanza più esperta
rispetto a quella necessaria per la saldatura con ugello rapido.
Il tondino deve essere guidato a mano e ad angolo retto rispetto
al piano; questa operazione evita la formazione di screpolature
laterali che possono verificarsi quando il tondino è tenuto ad
un’angolazione più acuta oppure delle distorsioni quando si
mantiene un’angolazione più ottusa. |
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Qui di seguito vi riportiamo gli esempi di
posizionamento del tondino |
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1.3.2 UTILIZZO DELL’UGELLO PER RAPIDA SALDATURA
Rispetto alla saldatura con beccuccio tondo con questo tipo di
ugello (vedi foto) si impiega metà del tempo ed è maggiormente
affidabile.
Il suo speciale porta-filo consente al tondino di essere guidato
e riscaldato integralmente.
Il getto d'aria calda é orientato contro una zona circoscritta
della lastra.
Per ogni sezione di tondino sono disponibili ugelli
conformemente sagomati. |
1.3.3 UTILIZZO DEL PUNTATORE
Questo ugello serve per puntare ed imbastire le parti prima di
essere saldate. L'imbastitura viene effettuata senza l'ausilio
di materiale di riporto: detto tipo di ugello deve esser
utilizzato quando si vogliono ottenere delle giunzioni con
incavo a V, per assicurare una perfetta imbastitura sul fondo
dell'incavo, nonché per evitare fessurazioni alla piega. Si
consiglia l'utilizzo del puntatore anche quando si devono
collegare delle flangie su superfici esterne di un impianto in
costruzione. |
1.4 DIFETTI DI SALDATURA
Si possono verificare difetti di saldatura nelle seguenti
occasioni:
- La lastra e il filo di riporto non sono equamente fusi, cioè
entrambi i bordi del filo sono stati riscaldati a temperature
disuguali;
- la temperatura e la quantità d'aria sono irregolari;
- il filo e il materiale non sono sufficientemente puliti;
- l’aria è contaminata da acqua, olio o sporcizia;
- la giunzione ha un incavo a "V" non puntato;
- vi sono accumuli di bolle d'aria nella saldatura;
- è insufficiente il materiale di riporto;
- vi è un disuguale accostamento delle lastre;
- l’esecuzione della saldatura è avvenuta in modo troppo veloce:
il filo rimane tondo o insufficientemente fuso e con scarsa
aderenza;
- la temperatura è troppo elevata: il vantaggio apparente che ne
deriva viene vanificato dal danno che subisce la catena
molecolare la quale, in casi estremi, si trasforma da struttura
a fibra lunga alla sua struttura originaria di monomero. Questo
fenomeno si verifica in modo particolare con il polietilene ed
il polipropilene. |
1.5 RIFINITURA DEL CORDOLO
Generalmente é meglio lasciare il cordolo nelle sue condizioni
originali. Se per questioni d’aspetto si preferisce dargli una
rifinitura, questa operazione può essere eseguita con una
smerigliatrice o con una raspa.
Attenzione a non lasciare delle tacche: possono determinare
delle fratture. Le superfici possono essere levigate con carte
abrasive terminando con la grana più fine e quindi lisciate. |
1.6 SALDABILITA’ DEI VARI TIPI DI MATERIALI
Fondamentalmente soltanto i materiali plastici di uguale materia
si possono saldare tra loro, di conseguenza solo quelli di
uguale o simile peso molecolare e densità.
La differenza di colore non influisce sulla saldatura: ciò
significa che determinati materiali si possono sempre saldare
tra loro con sufficiente attendibilità entro uno o due indici di
fusione quasi analoghi.
I gruppi degli indici di fusione (indicati con la sigla MFI)
corrispondenti si possono rilevare dalle descrizioni dei
materiali da stampaggio: più precisamente dalle norme DIN 16776
(per il PE) e DIN 16774 (per il PP).
PE-HD - Polietilene alta densità
l raccordi per tubi con indice di fusione Gruppo 005
(MFI 190/5: 0,4-0,7 g/10 min.) e 010 (MFI 190/5: 0,7-1,3 g/10
min.) sono saldabili fra loro e anche con altri componenti.
Questo significa che la viscosità, cioé il comportamento della
fusione, assume una condotta molto simile al riscaldamento.
Questo comunicato appare nelle normative DVS 2207 parte 1 ed è
stato ulteriormente diffuso dall'Agenzia DVGW (Deutscher Verband
fur Gas und Wasser, "Ente tedesco Gas e Acqua").
PP Tipo 1 (PP-H Polipropilene Hostalen) e PP tipo 2
(PP-C, PP-R Polipropilene copolimero)
Il grado di saldabilità rientra negli indici di fusione Gruppo
006 (MFI 190/5: 0,4-0,8 g/10 min.) indicato nelle normative DVS
2207 parte 11.
PVDF - Polifluoruro di Vinilidene
Esistono due tipi di PVDF sul mercato prodotti con due
differenti processi di polimerizzazione: processo per emulsione
e processo in sospensione.
Senza entrare nei dettagli, si può affermare che i semilavorati
realizzati con entrambi i processi sono saldabili tra di loro
con un buon coefficiente di saldatura. La normativa DVS 2207
parte 15 non solo tratta la saldatura di testa per polifusione
ma anche quella per polifusione nel bicchiere per tubi estrusi e
parti stampate per iniezione. Ciò vale, ovviamente, anche per le
lastre e qualsiasi altro manufatto. |
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2. SALDATURA CON MACCHINA PER POLIFUSIONE NEL BICCHIERE
La regola base è che solo materiali simili possono
essere polifusi tra loro.
In questo tipo di fusione, che richiede l’ausilio di
strumenti riscaldanti, l’estremità del tubo viene
inserita nel bicchiere del raccordo: non vi è alcun
utilizzo di materiale addizionale.
La giunzione viene ottenuta portando contemporaneamente
a fusione le superfici maschio e femmina da saldare
tramite apposite apparecchiature riscaldanti di tipo
manuale o automatico.
Le macchine per la polifusione sono costituite, nella
forma più semplice, da una piastra termica sulla quale
sono montate delle bussole di fusione.
Un adeguato sistema di riscaldamento, corredato da un
controllore automatico di temperatura, completa
l’apparecchiatura.
La saldatura termica nel bicchiere non diminuisce il
grado di resistenza chimica dei materiali saldati e
mantiene inalterati i requisisti di resistenza a
pressione interna dei tubi e dei raccordi accoppiati.
Importante: Gli strumenti di seguito descritti possono
essere impiegati per polifondere, indifferentemente,
materiali in PP-H, PP-R, PE e PVDF. |
2.1 PROCEDURA
Macchina per polifusione
Il polifusore deve essere preparato per l’uso seguendo le
istruzioni del produttore.
Importante: la superficie della resistenza che va a contatto con
il tubo o il raccordo deve avere un rivestimento teflonato.
Il polifusore viene riscaldato elettricamente e di conseguenza
anche la bussola riscaldante ed il bicchiere (questi sono
rimovibili in quanto variano dipendentemente dal diametro dei
tubi e dei raccordi da saldare). |
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Strumento per la smussatura del tubo a raschietto (alesatore)
Questo strumento serve a calibrare l’estremità del tubo e a
marcare la lunghezza del giunto da saldare. Allo stesso tempo
rimuove la patina ossidata che si crea a causa delle radiazioni
UV che avrebbe un effetto degradante sulla qualità del giunto.
E’ di assoluta importanza rimuovere la patina ossidata sulla
superficie.
|
 |
2.2 PREPARAZOPNE DEI GIUNTI DA SALDARE
Selezionate le bussole femmina nel diametro desiderato,
inseritele e fissatele sullo specchio riscaldante.
Portate la temperatura delle resistenze a 260 °C.
Controllate le impostazioni.
La temperatura di fusione deve essere compresa tra i 250
°C e i 270 °C.
Per testare il termostato, controllate di tanto in tanto
la temperatura sulla piastra centrale usando una sonda
termica o una matita pirometrica.
Ciò è particolarmente importante quando si lavora in
condizioni di forte vento.
Usate un panno pulito o carta asciutta per pulire le
resistenza a bussola e quella a bicchiere. Lo strumento
deve essere pulito prima di ogni operazione di
saldatura.
Per quanto riguarda la preparazione dei materiali da
saldare, invece, si raccomanda di seguire le normali
regoli di pulizia utilizzando detergenti a base di
tricloro-etano, clorotene, alcool, alcool etilico o
alcool isopropilico.
Tagliate l’estremità del tubo perpendicolarmente al suo
asse, smussatelo e, se necessario, raschiatelo.
Il diametro e la lunghezza di raschiatura dovranno
corrispondere ai valori indicati nella tabella che
troverete di seguito.
L’operazione di smussatura e raschiatura dovrà essere
eseguita utilizzando appositi attrezzi calibrati.
Se lo strumento abrasivo può essere inserito nel tubo
senza che sia necessario rimuovere alcun materiale
allora è meglio controllare l’accuratezza della misura
del diametro esterno e l’abrasione.
Riaffilate le lame correttamente o cambiatele. Se questa
operazione dovesse essere effettuata senza l’ausilio di
tecnici esterni, utilizzate un mandrino per aggiustare
le lame e utilizzate la tabella che troverete di
seguito. |
 |
 |
 |
|

|
Diametro esterno
de (mm)
|
Diametro di raschiatura
da (mm)
|
Lunghezza di smusso
L (mm)
|
Smusso
Sm (mm)
|
|
20
|
19,85 – 19,95
|
16
|
2
|
|
25
|
24,85 – 24,95
|
18
|
2
|
|
32
|
31,85 – 31,95
|
20
|
2
|
|
40
|
39,75 – 39,95
|
22
|
2
|
|
50
|
49,75 – 49,95
|
25
|
2
|
|
63
|
62,65 – 62,95
|
29
|
3
|
|
75
|
74,65 – 74,95
|
33
|
3
|
|
90
|
89,65 – 89,95
|
37
|
3
|
|
110
|
109,55 – 109,95
|
43
|
3
|
|
|
|
Pulite
accuratamente il tubo alla sua estremità ed
utilizzate sempre nuova carta per ogni
operazione di pulizia.
Segnate sul tubo la lunghezza di inserzione
accertandovi che l’eventuale raschiatura si
sviluppi per l’intera lunghezza citata. Per i
riferimenti delle lunghezze di smusso servitevi
della tabella qui indicata.
Eseguite sulla superficie esterna del tubo e del
raccordo una tacca di riferimento per evitare di
ruotare gli stessi mentre si esegue la
giunzione.
Ricordatevi sempre di pulire accuratamente sia
il raccordo che il tubo da tracce di grasso e di
polvere eventualmente presenti sulla superficie
di saldatura. |
 |
 |
|
Dopo aver controllato che
la temperatura superficiale dello specchio
riscaldante sia stabilizzata sul valore
desiderato, introdurre il tubo nella bussola
femmina ed il raccordo nella bussola maschio.
Sorreggendo gli elementi inseriti nelle bussole
(raccordo inserito fino a battuta, tubo per
l’intera lunghezza di raschiatura) attendere un
tempo minimo di riscaldamento come indicato
nella seguente tabella: |
|
Diametro esterno
de (mm)
|
Lunghezza di inserimento
L1 (mm)
|
|
20
|
14
|
|
25
|
15
|
|
32
|
17
|
|
40
|
18
|
|
50
|
20
|
|
63
|
26
|
|
75
|
29
|
|
90
|
32
|
|
110
|
35
|
|
|
de
(mm)
|
Tubi in Polipropilene secondo
DVS 2207 Parte 11
|
|
Spessore
minimo
(mm)
|
Tempo di
riscaldamento
(sec)
|
Tempo di
saldatura
(sec)
|
Tempo di
raffreddamento
(min)
|
|
20
|
2,5
|
5
|
4
|
2
|
|
25
|
2,7
|
7
|
4
|
2
|
|
32
|
3,0
|
8
|
6
|
4
|
|
40
|
3,7
|
12
|
6
|
4
|
|
50
|
4,6
|
16
|
6
|
4
|
|
63
|
3,6
|
24
|
8
|
6
|
|
75
|
4,3
|
30
|
8
|
6
|
|
90
|
6,1
|
40
|
8
|
6
|
|
110
|
6,3
|
50
|
10
|
8
|
|
|
| |
Trascorso il tempo minimo di
riscaldamento estrarre rapidamente dalle
bussole gli elementi ed inserire nel
raccordo per l’intera lunghezza di
inserzione L1 precedentemente segnata.
Non ruotare il
tubo nel raccordo, allineare
attentamente i segni longitudinali di
riferimento.
Sostenere gli elementi giuntati
per il tempo di saldatura riportato
nella precedente tabella e lasciarli,
quindi, raffreddare lentamente a
temperatura ambiente (mai
per immersione in acqua o tramite
ventilazione forzata).
Allorquando le superfici interne ed
esterne sono raffreddate
sufficientemente porre l’impianto in
pressione per il collaudo idraulico
delle giunzioni |
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|
3. SALDATURA TERMICA “TESTA A TESTA”
Anche in questo procedimento vale la regola base che
solo materiali simili possono essere polifusi tra loro.
Il processo di saldatura consiste nella giunzione di due
elementi (tubi e/o raccordi) di uguale diametro e
spessore in cui le superfici da saldare sono riscaldate
fino a fusione per contatto con un elemento termico e
successivamente, dopo l’allontanamento di questo, sono
unite a pressione per ottenere la saldatura.
Per i motivi indicati anche con la giunzione testa a
testa non vi è l’apporto di materiali addizionali.
Le istruzioni di seguito riportate sono da considerarsi
indicative; a differenza della saldatura a bicchiere, la
saldatura testa/testa implica l’idoneità degli operatori
all’utilizzo delle macchine saldatrici ed una
approfondita conoscenza delle procedure da eseguire.
Per poter eseguire e garantire una buona giunzione
bisogna inoltre ricordare che:
- I valori della temperatura ambiente devono
essere compresi tra i + 5°C ed i + 40 °C. In caso
contrario si devono adottare i provvedimenti
occorrenti per eseguire le lavorazioni all’interno
dei valori consigliati utilizzando opportuni ripari
- Il controllo degli elementi da saldare deve
includere la loro verifica dimensionale (d eterno,
spessore, eventuale ovalizzazione, etc.)
- Deve essere verificata la temperatura di
lavoro del termoelemento con un termometro a
contatto tarato. Questa misura deve avvenire dopo
circa 10 minuti del raggiungimento della temperatura
nominale permettendo così al termoelemento di
riscaldarsi in modo omogeneo sull’intera sezione.
La temperatura di fusione deve essere compresa tra i
190 e 210 °C.
- Controllare la superficie del
termoelemento (integrità dello strato antiaderente)
ed assicurarsi della sua pulizia tramite l’uso di
carta morbida o panni esenti da fibre.
- Controllare il corretto funzionamento
della macchina saldatrice
- Verificare lo stato di efficienza dei
supporti a ganasce della saldatrice affinché possa
essere assicurato il corretto allineamento dei pezzi
da saldare e il parallelismo delle superfici a
contatto
- Verificare la forza di trascinamento del
carrello mobile, sia come attrito proprio che in
relazione al carico movimentato (tubi e/o raccordi)
- Verificare l’efficienza della
strumentazione di misura (manometro e
temporizzatore)
- Controllare che i tubi e/o i raccordi da
saldare siano dello stesso diametro e dello stesso
spessore (SDR).
- La saldatrice deve essere in grado di
poter piallare frontalmente tubi e raccordi e deve
essere in grado di assorbire le pressioni che si
sprigionano durante il processo di saldatura senza
deformare il punto di saldatura in maniera
irreversibile.
- La macchina saldatrice dovrebbe essere
approntata all’uso secondo le istruzione fornite dal
produttore.
|
3.1 PREPARAZIONE DELLA SALDATURA
3.1.1 Pulizia delle
superfici: prima di effettuare il
posizionamento dei pezzi da saldare è necessario
rimuovere ogni traccia di sporcizia, unto, grasso,
polvere o altro, sia dalla superficie esterna che
interna delle estremità, impiegando un panno pulito
esente da filacce e imbevuto da adeguato liquido
detergente.
3.1.2 Bloccaggio delle
estremità: il bloccaggio degli elementi
da saldare deve avvenire in modo tale che il
disassamento non superi il 10% dello spessore
3.1.3 Fresatura dei lembi
da saldare: per poter garantire un
adeguato parallelismo e, condizione non meno importante,
per eliminare la pellicola di ossido formatasi, le
estremità dei due elementi da saldare devono essere
fresate.
Al termine di questa operazione, portando a contatto le
due estremità, la luce tra i due lembi non deve superare
il valore di 0,5 mm.
Il truciolo di fresatura deve formarsi in modo continuo
su entrambi i lembi da saldare.
A tal proposito è sempre opportuno, terminata la
fresatura, esaminare il truciolo per verificare
l’assenza di difetti di fabbricazione.
I trucioli devono essere rimossi dalla superficie
interna dei componenti da saldare impiegando una
spazzola o uno straccio pulito. In ogni caso le
superfici fresate non devono essere più toccate con le
mani o in altro modo: a tal fine le operazioni di
saldatura devono seguire immediatamente la fase di
preparazione ricorrendo, nel caso si fossero depositate
nuove tracce di polvere, all’immediata pulizia dei pezzi
da saldare tramite un panno imbevuto di liquido
detergente.
3.2 PROCEDURA DI SALDATURA A CALDO DI TESTA
La saldatura dei giunti testa a testa di tubi
e/o raccordi con procedimento ad elementi termici “per
contatto” deve essere eseguita realizzando in modo
corretto le differenti fasi del ciclo di saldatura
indicato nel seguente grafico e la successiva tabella
(in accordo alle normative DVS 2207 – parte 11):
|
 |
|
Superficie di saldatura
(mm)
|
Accostamento
altezza del
cordolo
(mm)
|
Tempo di
pre-
riscaldamento
(sec)
|
Tempo max
di rimozione
termolemento
(sec)
|
Raggiungimento
pressione di
saldatura
(sec)
|
Tempo di
saldatura
(min)
|
|
2,0 – 3,9
|
0,5
|
30 – 65
|
4
|
4 – 6
|
4 – 6
|
|
4,3 – 6,9
|
0,5
|
65 – 115
|
5
|
6 – 8
|
6 – 12
|
|
7,0 – 11,4
|
1,0
|
115 – 180
|
6
|
8 – 10
|
12 – 20
|
|
12,2 – 18,2
|
1,0
|
180 – 290
|
8
|
10 – 15
|
20 – 30
|
|
20,1 – 25,5
|
1,5
|
290 – 330
|
10
|
16 – 20
|
30 – 40
|
|
28,3 – 32,3
|
1,5
|
330 – 440
|
12
|
21 – 25
|
40 – 50
|
|
34,7 – 40,2
|
2,0
|
440 – 490
|
14
|
25 – 35
|
50 – 60
|
|
41,0 – 50,0
|
2,5
|
490 – 550
|
16
|
35 – 45
|
60 – 70
|
|
|
3.2.1 ACCOSTAMENTO E PRERISCALDAMENTO
In questa fase i lembi da saldare sono accostati
al termoelemento ad una pressione pari a p1+pt,
per il tempo necessario, al fine di creare un
bordino uniforme sia interno che esterno. Il
valore di pressione p1 deve essere tale per cui
le superfici da saldare, a contatto con il
termoelemento, siano soggette ad una pressione
pari a 0,1 N/mm2; per ottenere tale condizione
il valore di pressione p1 deve essere ricavato
dalle tabelle fornite dal costruttore della
saldatrice perché esso dipende, a parità di
diametro e spessore degli elementi da saldare,
dalla sezione del cilindro di spinta del
circuito di comando della saldatrice e, quindi,
può variare a seconda del modello di
attrezzatura impiegata.
Con il simbolo pt si indica la pressione di
trascinamento necessaria a vincere gli attriti
dovuti alla saldatrice ed al peso della
tubazione bloccata sulla guida mobile che
ostacolano il libero movimento della guide
stessa. Tale valore è misurato direttamente sul
manometro in dotazione alla macchina, muovendo
la guida mobile.
In ogni modo esso non deve risultare superiore
al valore della pressione p1: in questo caso è
necessario ricorrere all’impiego di carrelli
mobili o sospensori oscillanti per facilitare lo
spostamento della tubazione. |
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3.2.2 RISCALDAMENTO
Dopo la formazione del bordino, si abbassa la pressione
(10% del valore di accostamento e preriscaldamento)
permettendo in tal modo al materiale di scaldarsi
uniformemente anche in profondità.
3.2.3 RIMOZIONE DEL TERMOELEMENTO
Questa fase deve essere eseguita il più
velocemente possibile, allontanando i lembi da saldare
dal termoelemento, estraendo senza danneggiare le
superfici rammollite, e riaccostando immediatamente i
lembi da saldare.
Tale operazione deve essere rapida per evitare un
eccessivo raffreddamento dei lembi (la temperatura
superficiale si raffredda di 17 °C in 3 secondi !!)
3.2.4 RAGGIUNGIMENTO DELLA PRESSIONE DI
SALDATURA
I lembi vanno posti a contatto, incrementando
progressivamente la pressione al valore (p5+pt), dove p5
= p1 e pt è la pressione di trascinamento. |
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3.2.5 SALDATURA
Occorre mantenere la pressione di saldatura per il tempo
p5.
3.2.6 RAFFREDDAMENTO
Terminata la fase di saldatura, la pressione di
contatto viene annullata ed il giunto può essere rimosso
dalla saldatrice, ma non deve essere, in ogni caso,
sollecitata meccanicamente fino al suo completo
raffreddamento. Il tempo di raffreddamento deve essere
almeno uguale al tempo di saldatura, t5.
3.2.7 CONTROLLO QUALITATIVO DEL GIUNTO SALDATO
Esistono due metodi di valutazione della
qualità: controlli non distruttivi e controlli
distruttivi.
Questi ultimi richiedono apparecchiature specifiche e
devono essere eseguiti da personale specializzato.
E’ comunque possibile visivamente verificare la qualità
del giunto senza l’ausilio di particolari strumenti.
L’esame visivo comprende le seguenti verifiche:
a) Il cordolo di saldatura deve risultare uniforme su
tutta la circonferenza del giunto;
b) L’intaglio al centro del cordolo deve rimanere al di
sopra del diametro esterno degli elementi saldati;
c) Sulla superficie esterna del cordolo non devono
evidenziarsi porosità, inclusioni di polvere o altre
contaminazioni;
d) Non devono evidenziarsi rotture superficiali;
e) La superficie del cordolo non deve manifestare
lucentezza eccessiva che potrebbe essere indice di
surriscaldamento;
f) Il disassamento degli elementi saldati non deve
risultare superiore al 10% del loro spessore.
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DIFETTO
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PROBABILI CAUSE
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Andamento irregolare del cordolo lungo
la circonferenza del tubo
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Preparazione poco accurata delle teste
da saldare con conseguente distribuzione
disuniforme del calore
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Cordolo ridotto
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Cattiva regolazione dei parametri di
saldatura
(temperatura, pressione, tempo di
saldatura)
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Intaglio al centro del cordolo
eccessivamente profondo
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Valori di temperatura o pressione di
saldatura inferiore a quelli previsti
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Inclusioni nella superficie del cordolo
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Pulizia non adeguata delle teste da
saldare
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Porosità del cordolo
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Ambiente eccessivamente umido durante la
fase di saldatura
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Lucentezza eccessiva della superficie
del cordolo
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Surriscaldamento in fase di saldatura
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Disassamento superiore al 10% dello
spessore del tubo e del raccordo
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Centraggio mal eseguito o eccessiva
ovalizzazione dei tubi
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4. ISTRUZIONE PER LA FUSIONE A RAGGI INFRAROSSI
DELLA RACCORDERIA PER SALDATURA DI TESTA
4.1 METODO DI SALDATURA
Nella saldatura a raggi infrarossi le aree dei
componenti da saldare (tubi raccordi, valvole) vengono
riscaldate sino alla temperatura desiderata tramite la
pressione meccanica senza l’ausilio di ulteriori
materiali.
I giunti all’infrarosso di questa tipologia possono solo
essere ottenuti con le macchine per la saldatura
all’infrarosso.
La fusione risultante è omogenea e mostra le seguenti
caratteristiche:
- Il riscaldamento provocato in assenza di contatto con
il termoelemento elimina i rischi di contaminazione e
non omogeneità;
- Le bave prodotte (cordoncino) sono di entità minore a
motivo dell’auto equalizzazione (non esiste più il
processo di equalizzazione)
- Il processo di fusione ne assicura la sua
riproducibilità;
- Viene ridotta al minimo la possibilità del formarsi di
punti di stress.
4.2 REQUISITI GENERALI
La regola di base è che solo materiali dello stesso tipo
possono essere saldati insieme. I risultati migliori si
ottengono solo con componenti il cui indice di fusione è
contenuto nell’intervallo tra 0,4 e 0,8 g/10 min.
I componenti da saldare devono avere lo stesso spessore
nell’are di fusione. Il massimo grado di accettazione è
del +/- 10%.
La fusione IR deve essere operata solo da personale
qualificato.
4.3 STRUMENTI RICHIESTI
Le fusione all’infrarosso richiede obbligatoriamente
l’impiego di una speciale macchina saldatrice ad
emissione di raggi all’infrarosso in aggiunta ai normali
strumenti adottati per le costruzioni in materiali
plastici (tagliatubi, etc.)
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4.4 CONDIZIONI GENERALI
Proteggete l’area di fusione da avverse condizioni
climatiche come pioggia, neve o vento.
La temperatura permessa per la fusione deve essere
contenuta in un intervello compreso tra i 5 °C ed i 30
°C. Al di fuori di questi intervallo è necessario
provvedere con misure specifiche affinchè nella zona di
saldatura le predette condizioni vengano mantenute.
Deve essere inoltre assicurato che i componenti da
giuntare abbiano una temperatura compressa nei limiti.
4.5 PREPARAZIONE DEI COMPONENTI
In linea di principio la fusione IR non
richiede alcuna preparazione specifica, ma bisogna
assicurarsi che i componenti da saldare siano puliti da
impurità.
4.6. PROPRIETA’ E CARATTERISTICHE DELLA
SALDATURA IR
4.6.1 RISCALDAMENTO NON A CONTATTO
I componenti da saldare sono surriscaldati
uniformemente senza bisogno di contatto sino alla
temperatura ideale tramite radiazioni all’infrarosso.
Uno spazio ben definito tra la l’elemento surriscaldante
e la superficie da saldare minimizza i rischi di
contaminazione. Perciò viene eliminata la contaminazione
da particelle plastiche.
4.6.2 RIDOTTA FORMAZIONE DI BAVA
La bava prodotta dal processo di fusione viene
considerevolmente ridotta senza perdite di qualità.
L’equalizzazione della formazione della bava è eliminata
dal non contatto con le parti. La minima bava prodotto è
causa del contatto per la giuntura dei componenti. Le
parti saldate hanno quindi una miglior dinamica di
flusso, maggior volume di spazio libero e la più grande
area utile.
4.6.3 RIPRODUCIBILITA’ DEI PROCESSI
Il percorso di fusione può essere riprodotto grazie al
sistema di controllo del processo. Ciò è assicurato da
una ben chiaramente definita sequenza di processo.
4.6.4 UNA GUIDA SEMPLICE PER GLI OPERATORI
L’uso di display a cristalli liquidi permette
all’operatore un uso guidato delle apparecchiature in
maniera interattiva attraverso la sequenza logica delle
operazioni.
4.6.5 REGISTRAZIONE AUTOMATICA DEI PROCESSI
ESEGUITI
Un qualsiasi stampante disponibile sul mercato
può essere connessa all’apparecchiatura. Ciò può
automaticamente assicurare la registrazione di ogni
processo eseguito. |
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